Una rassegna sulle strade del vino in Sicilia, tra monumenti, paesaggi, vigneti, gastronomia e buon vino.

Strade del vino in Sicilia: ecco il gran tour dell’ isola.
Viaggio nell’isola del vino per eccellenza: la Sicilia. Alla scoperta delle bellezze naturali, dei monumenti dei sapori e degli odori siciliani sorseggiando un bianco o un rosso, finalmente, di qualità.
Sempre più persone sbarcano in Sicilia. Paesaggi, natura, monumenti e prelibatezze compongono un caleidoscopico mondo di visioni, di profumi di sapori che ti prende e non ti lascia più. Da Cenerentola maltrattata, usata e sfruttata a regina lodata, ammirata e guardata anche con un po’ di invidia: come tutte le grandi donne. Si può riassumere in questa metafora la parabola della Sicilia del vino. Nessun principe azzurro e nessuna scarpetta per fare questo salto, soltanto la semplice consapevolezza maturata nei produttori siculi negli dieci anni, che i vini concepiti in Sicilia possono essere prodotti di qualità e non semplici ingredienti da taglio dei blend del nord.
Il salto di qualità è dovuto, oltre alle caratteristiche del terroir che garantisce prodotti di spessore, anche ad una forte tradizione produttiva radicata nelle terre di Sicilia, che ha portato a fare investimenti sul vino in senso lato - dai vigneti, alla comunicazione del prodotto, passando per il packaging di bottiglie e cartoni. Un successo così grande tanto da avere un impatto di primo piano sull’intera economia dell’isola.
Le strade del vino della Trinacria sono una dozzina, perchè la Sicilia del vino è davvero un continente. Il “grand tour” nell’isola si sviluppa lungo vigneti e cantine, segue i paesaggi, che si compongono tra cielo e terra, fatto di piccoli centri rurali e paeselli, di aree archeologiche e riserve, di spiagge e colline, in uno spettacolo mozzafiato che si nutre di luce in pieno mediterraneo.
Si parte da Monreale, questa strada del vino attraversa i territori dell’omonima doc. Gli ambienti ideali, quelli che vanno dal palermitano all’agrigentino passando per il trapanese, per i bianchi a base dell’autoctono cataratto. Zone di Sicilia in cui si possono ammirare gli splendidi monumenti di Palermo e di Monreale, e in cui conoscere e apprezzare l’etnia arbereshe di Piana degli Albanesi. Posti in cui si gustano ottime grigliate di pesce e la ricca caponata di melanzane.
Proseguendo verso il trapanese si entra nella strada del bianco d’Alcamo, territorio dell’omonimo vino, ma anche territorio ideale, in Sicilia, di vini prodotti da uve a bacca rossa come il Nero d’Avola o il Cabernet. Uno spettacolo nello spettacolo poi la riserva dello Zingaro, tra Scopello e San Vito: sette chilometri di sabbia tra scogliere a picco di un eccezionale bellezza.
Rimanendo sempre nel trapanese, si arriva nella strada del vino di Erice: ultima nata in Sicilia, immersa totalmente all’interno della doc Marsala e votata alla coltivazione delle varietà a bacca bianca dove domina il Catarratto e dove il Grillo si sta ritagliando uno spazio di primo piano. Splendido il borgo medievale di Erice, di ottima fattura i prodotti di tonnara di Favignana.
La zona enologica più leggendaria della Sicilia ospita un’altra strada del vino, quella del Marsala. Patria di quel vino che ha fatto la storia dell’enologia siciliana e della gastronomia europea, e di altre varietà a bacca bianca, come il Cataratto, il Grillo e l’Inzolia. Terre queste che ben si prestano ad accogliere anche varietà a bacca rossa, l’intramontabile Nero d’Avola e il Perricone. Una visita di queste terre lascia a bocca aperta tutti i palati.
Spostandoci verso Mazara, entriamo nell’ultima strada del vino in Sicilia immersa totalmente nella provincia di Trapani; terra simile a quella della strada di Marsala, ma che presenta una peculiarità, come spiega l’enologo Tonino Guzzo: “Qui produciamo uva a un tiro di schioppo del mare, una condizione pedoclimatica che ci consente di produrre varianti particolari come il Grillo muffato”.
Proseguendo lungo la costa mediterranea della Sicilia, entriamo nella strada del vino delle Valli Sicane, nella linea di confine tra Trapani e Agrigento. Zona votata ai bianchi ma che ha riscosso anche successi con le varietà rosse. La vastedda del belice è poi, una primizia a cui non si può rinunciare quando si viene da queste parti, come le bellezze del centro storico di Sambuca di Sicilia o le imponenti vestigia di Selinunte.
Addentrandosi nel nisseno, si arriva nella strada del vino dei Castelli Nisseni, terre di Sicilia che hanno riscoperto da poco la coltivazione della vite, accompagnandola ad altre coltivazioni più redditizie. Da vedere Enna e il castello di Mussomeli, e le mura di Capo Soprano di Gela, patrimonio dell’UNESCO. Da assaggiare le specialità gastronomiche della zona.
La strada del vino del Cerasuolo di Vittoria, è una zona tutta da scoprire, una terra in forte crescita. Stupende le bellezze del territorio, rese uniche da un settore gastronomico in ascesa (nel posto, l’unico ristorante di Sicilia che possiede le due stelle Michelin), che presenta numerosi presidi slow food e prodotti garantiti dal marchio dop.
La splendida cornice del barocco siciliano fa da palcoscenico alla strada del vino della Val di noto – Siracusa, regno del moscato in Sicilia, da molti considerato il vino più antico. Zona immersa in un ambiente dal grande valore naturalistico e faunistico.
Salendo lungo le coste orientali della Sicilia, arriviamo nella strada del vino dell’Etna. “Un distretto dal microcosmo a se stante – afferma l’agronomo Salvo Giuffrida – dove tradizione e innovazione possono trovare una sintesi significativa e originale”. Terra del Nerello Mascalese, quella dell’Etna, un vitigno che cresce senza problemi anche ai 1000 metri d’altitudine. Chi si trova da queste parti, non può rinunciare a salire “na Muntagna”, o a visitare il castagno dei Cento Cavalli nei pressi di Sant’Alfio.
Proseguendo verso il tirreno si entra nella zona immersa tra i Nebrodi e i Peloritani, si entra nella Strada del vino di Messina, culla ideale di tre vini, prodotti in Sicilia, diversissimi tra loro, il Faro, il Mamertino e la Malvasia delle Lipari.
Maurizio Turrisi
Inserito il 12 Ottobre 2009 nella categoria Approfondimenti
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