Nel segno dell'equilibrio la vendemmia 2009 a CVA. Le interazioni tra clima, territorio e vitigno spostano in alto le previsioni qualitative sul vino.
Anche nella Sicilia meridionale si è conclusa l’attività vendemmiale partita con la raccolta dello Chardonnay nella seconda decade di agosto. In poco più di due mesi, secondo il calendario elaborato dallo staff tecnico di Viticultori Associati di Canicattì, sono andate in maturazione le diverse varietà impiantate nei vigneti dei soci conferenti e, in linea con l’andamento generale registrato in Sicilia, si conferma una previsione di riduzione delle rese per pianta, soprattutto per le varietà a bacca bianca. Questa minore produzione – stimata in una media del 10% in generale – è figlia dell’andamento climatico registrato nella tarda primavera ed inizio estate, con una piovosità – sul territorio dell’agrigentino - più accentuata rispetto alle precedenti annate e temperature mediamente più miti rispetto a quelle che normalmente si registrano durante la fase di germogliazione delle viti.
Un ritardo che si è via via ridotto con il ristabilimento delle temperature diurne, mediamente sopra i 32° C., condizioni che hanno caratterizzato le ultime due settimane di luglio e l’intero mese di agosto. Le interazioni pedoclimatiche che si sono originate nella fase di sviluppo vegetativo delle piante – in particolar modo per i vigneti collinari e più interni – ha influito sullo sviluppo dei grappoli e sulla grandezza degli acini, configurando – sia per le varietà a bacca bianca (Chardonnay, Greco, Ansonica, Catarratto e Fiano) che per quella a bacca rossa (Nero D’Avola, Syrah, Nerello Cappuccio, Cabernet, Merlot) grappoli disformi e un po’ più piccoli. Gli interventi di diradamento, in diversi casi, si sono notevolmente ridotti e, in alcuni specifici contesti produttivi, non sono stati neanche necessari. Per alcune varietà le rese per ettaro sono state persino inferiori a quelle indicate e previste dal disciplinare interno di produzione. Al dato quantitativo leggermente inferiore fa eco una valutazione più che positiva delle qualità organolettiche delle uve raccolte che, per le analisi condotte in pre-vendemmia – daranno vita a vini bianchi freschi ed eleganti e a rossi più corposi ed equilibrati.
“Siamo di fronte ad un’annata davvero particolare – spiega Tonino Guzzo, consulente enologo di CVA – e non solo per l’andamento climatico che, comunque, in Sicilia riesce a garantire vendemmie quasi sempre ottimali. Ciò che oggi possiamo affermare con una certa tranquillità sulla vendemmia 2009 riguarda le spiccate note di freschezza – soprattutto nei bianchi – con una bella e nitida spalla acida al servizio di quella mineralità che caratterizza proprio i vini di questo territorio; sui rossi – conclude Tonino Guzzo - avremo un surplus di corposità e di eleganza che con l’affinamento troverà la sua massima espressione, soprattutto nel Nero d’Avola raccolto al giusto grado di maturazione. Anche in questa vendemmia 2009 il progetto di CVA trova una sua valida conferma: saranno vini di territorio, solari e mediterranei, espressioni significative di un processo produttivo orientato sulla qualità già nel vigneto e nella gestione attenta delle operazioni colturali sulle piante. In cantina giungono uve di grande valore e a noi spetta averne rispetto e valorizzarne la natura”.
A Canicattì si respira ottimismo nelle parole del Presidente di CVA, Giovanni Greco, alla guida di una realtà produttiva del mondo della cooperazione sempre più impegnata a definire un nuovo e più alto concetto di qualità vitivinicola del territorio agrigentino: “Anche questa vendemmia consentirà a CVA di aggiungere un altro tassello nel processo di affermazione del nostro progetto centrato sulla qualità enologica del territorio e su un maggior grado di competitività dei nostri vini, soprattutto sull’estero. Siamo in una fase di grande evoluzione del comparto – prosegue Giovanni Greco – e la nostra cantina ha saputo anticipare alcune scelte produttive, orientando i soci in un lavoro di viticultura attenta a realizzare eccellenza nelle uve. Questa vendemmia è per noi un motivo in più per fare bene, distribuire al meglio i nostri vini, soprattutto in questa fase di assestamento della crisi dove, il consumatore finale, ricerca qualità, vini di territorio ma a prezzi accessibili. Il mercato ci premia, siamo in leggera crescita, ma occorre migliorare marketing e comunicazione”.
Canicattì, 8 ottobre 2009
L’Ufficio Stampa
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Inserito il 07 Ottobre 2009 nella categoria Comunicati
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