Intini (Onav) su adnkronos: 'Portare in tavola vini rossi freddi non è più un sacrilegio'. Cva aveva anticipato la tendenza con il lancio del Calìo.
I numeri stanno lì impietosamente a mettere nero su bianco la realtà delle cose, dura a volte. Così può succedere che l’arretramento del consumo di vino rosso può dare vita alla caduta di un tabù, che nel Belpaese difficilmente si riescono ad infrangere, cambiando delle tendenze di consumo. Sicuramente sarà dura convincere i puristi del vino rosso che, di fronte ad una tendenza che può dilatarsi, soprattutto alla vigilia della stagione calda, si arroccheranno senza se e senza ma nel gruppo dei convinti assertori del vintange.
Il vino bianco resta vincente sulle tavole degli italiani
Il mondo cambia e con esso i consumi. Così Vito Intini vicepresidente dell’Onav, Organizzazione nazionale assaggiatori di vino all’agenzia di stampa Adnkronos: "Una volta il vino era sostanzialmente un alimento oggi e’ un consumo edonistico, prima servivano calorie oggi servono gratificazioni", sottolinea Intini, rimarcando lo ’scambio’ fra quantita’ e qualita’ nei consumi italiani." La caduta del consumo di vino rosso rispetto al vino bianco si spiega anche con una tendenza generale che rende conto di una la flessione del consumo di vino che in Italia dagli novanta ad oggi è sceso del 30% ovvero dai 37 milioni d’ettolitri ai 25 milioni registrati sul finire (in pratica 40 litri pro capite). Tendenza dovuta secondo il vice del professor Calabrese all’ONAV a tanti fattori: "dal fortissimo aumento del consumo di birra, all’allontanamento delle nuove generazioni dal consumo quotidiano di vino e infine, ma non come causa meno importante, alla demonizzazione complessiva dell’alcool, etichettata come sostanza che fa ingrassare e che non fa bene. Demonizzazione che, partendo dai superalcolici, ha coinvolto immeritatamente il vino dimenticando come, in dosi ragionevoli, favorisca la salute". Del calo dei consumi di vino sono pero’ responsabili anche i produttori, per le scelte compiute, soprattutto negli ultimi 20 anni del secolo scorso, con la rincorsa a una piu’ altra gradazione alcolica. Negli ultimi anni però la tendenza si è invertita. Vi è un positivo diffondersi di prodotti a basso tenere alcoolico che ha favorito i bianchi, anche grazie, sottolinea Intini, al fatto che i produttori di bianchi hanno goduto di una dotazione maggiore di vini per via del recupero di molti vitigni autoctoni rimessi in produzione".
La caduta di un tabù: Vino rosso freddo
Proprio il ’passo indietro’ dei produttori nella riconcorsa a un tasso alcolico piu’ alto, insieme alla sempre maggiore attenzione degli italiani alla qualita’ dei vini che consumano, puo’ essere il mix vincente fra caratteristiche dell’offerta e della domanda per una rimonta dei rossi. Questo a partire dal fatto che "il consumo di bianchi in Italia e’ molto rilevante, anche grazie al fatto che in Paesi caldi come il nostro e’ naturalmente favorito un approccio a vini che possono essere gestiti a temperature piu’ fresche ma -ricorda Intini- a fronte di questo, per lungo tempo i bianchi italiani non sono stati qualitativamente all’altezza della domanda anche se negli ultimi 20 anni si e’ registrato un costante miglioramento". Il ritorno del caldo estivo favorisce ulteriormente il vino bianco, che si puo’, spesso si deve, servire fresco, ma che questo non sia corretto per i vini rossi "e’ sempre meno vero -sentenzia Intini- E’ possibile abbassare senza problemi la temperatura di servizio dei rossi purche’ abbiano tannini piu’ soffici, caratteristica sempre piu’ diffusa e che, comunque, vale da sempre per alcuni Lambruschi, per la Bonarda, come del resto insegna la tradizione di consumo nelle zone di produzione. Raffreddare invece un rosso con forte presenza di tannino vuol dire anche esaltare eccessivamente quest’ultimo, moltiplicare l’effetto di ’bocca secca’ che produce".
Il Calìo di Viticultori Associati Canicattì
Frutto degli autoctoni Nero d’Avola e Nerello Cappuccio, il Calìo è un vino figlio di un territorio vitivinicolo di eccellenza che si estende tra le province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo Un blend di spessore per un vino carico di sensazioni nuove e persistenti. Calìo è un vino frutto per eccellenza. Si distingue per finezza e modernità espressiva; il suo gusto vivo e grintoso lo pone fuori dal coro facendone una voce solista. E’ un vino ideale anche per Happy Hour e può essere, se raffreddato leggermente, il vino rosso dell’estate.
Inserito il 08 Giugno 2010 nella categoria news
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